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 CAPITOLO 17 - Si parte.

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Prince_of_Persia



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Numero di messaggi : 27
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Località : Gubbio
Data d'iscrizione : 07.10.09

081209
MessaggioCAPITOLO 17 - Si parte.

Alla vigilia della partenza per il tour Elena ed io eravamo praticamente inseparabili, un binomio inscindibile, e sempre più unito. Erano quasi tre mesi che avevamo suggellato il fidanzamento a New York, io fremevo dalla voglia di farla mia fino in fondo, ma non mi andava di forzare la mano, d’altronde per lei era la prima volta e volevo che quel momento fosse assolutamente perfetto. Il problema ora però era che la sua presenza era indispensabile per il mio equilibrio mentale e non la perdevo di vista un attimo. I giornalisti imperversavano dato che la portavo con me in qualsiasi apparizione dovessi fare, ma era una notizia bomba per lo star system e di certo avrebbero squillato le trombe dell’apocalisse in tutto il mondo. Peri People ero gay, per il daily mirror ero bi-sex, per i tabloid degli adolescenti ero un fobico dell’altro sesso. Elena voleva invadere le case editrici praticamente una volta a settimana, ma io cercavo di sedarla il più possibile. il problema di ufficializzare al mondo intero che Michael Jackson aveva finalmente trovato l’amore era più che altro che, dal momento in cui, tutti avrebbero saputo che ruolo avesse nella mia vita era autorizzata a farli fuori in qualsiasi intervista, non nego che l’idea mi attraeva parecchio, ma sapevo che il temperamento passionale di Elena sfociava incontrollato nel momento in cui si nuoceva ai suoi affetti, specialmente quando si trattava di me, perchè diventava una specie di tigre siberiana pronta a cibarsi del nemico invasore. Le avevo fatto conoscere Elizabeth e Diana ed entrambe erano entusiaste del mio legame con lei Diana aveva una sorta di idolatrazione per Elena ed Elizabeth l’intervistava quotidianamente per testare il suo grado di innamoramento ossia se fosse innamorata per convenienza o perché davvero vedeva la mia anima e non il mio denaro, ogni giorno quando Elena usciva con il cucciolo di labrador che le avevo regalato per il nostro primo mese insieme, Elizabeth mi enunciava la sua appendice con le relative valutazioni e più andava avanti a conoscerla più le voleva bene. La prima impressione fu negativa in realtà perché Elena era praticamente pietrificata la prima sera che glie la presentai. La capivo, dopotutto adorava l’attrice Elizabeth Taylor e dall’imbarazzo non era mai riuscita a guardarla, ma questa cosa dell’irraggiungibile Liz l’aveva sempre avuta e non era stata espansiva come Diana che l’aveva praticamente travolta, avvantaggiata anche dal fatto che l’intontivo tutte le notti al telefono per parlarle di lei. Elizabeth mi disse che non era una ragazza affidabile e che presto avrebbe si sarebbe fatta avanti per spillarmi dei soldi, sapevo benissimo che non era così, la mattina io i alzavo prima di lei perché dovevo seguire le terapie per la vitiligine, perciò le lasciavo lo stipendio da artista e da assistente in busta chiusa sopra alla mensola delle bollette. Non aveva mai aperto quelle buste. Tre mesi di stipendio tre buste una sopra l’altra sulla mensola. Le feci vedere ad Elizabeth che sbarrò gli occhi, ma mi disse che era un chiaro segnale di voler fare la mantenuta, affrontai la questione in privato con Elena e mi disse che quei soldi dovevo tenerli io, e quando ne aveva bisogno dovevo darglieli perché erano troppi e lei non avrebbe saputo gestirli. In effetti era un disastro come economa quindi feci una cassaforte solo per i suoi stipendi della quale conoscevo solo io la combinazione. Comunque me li chiedeva solo nelle occasioni in cui doveva farmi dei regali poi insistette sul mettere parte dei suoi soldi sulle spese per la casa. Mi veniva da ridere perché di certo non ce n’era bisogno, ma lei si offese me ne disse di tutti i colori: “che non l’amavo, che era solo un giocattolo per me, che non volevo veramente che facesse parte della mia vita. io le avevo prese come deliri quelle affermazioni, invece non mi parlò per tre giorni. Fu Diana a dirmi che si era sentita esclusa dalla mia vita e mi ripeté le sue stesse parole, sgridandomi anche, la discussione avvenne in presenza di Elizabeth che, infatti, si ricredette subito sul suo conto e mi sgridò anche lei. per fare pace con il mio angelo mi ci vollero quattro giorni, però poi fui molto bravo a riempire il suo studio di palloncini colorati con scritto forgive me, i love you, you are my life. Inoltre le scrissi una lettera, che potevo fare non mi parlava nemmeno in sala, mi portava i fogli da firmare sbattendo le pratiche sulla scrivania, perciò la situazione era piuttosto grave. Così quando lesse lo scritto sgusciò fuori dallo studio e mi saltò addosso come una bambina e disperata mi chiese scusa. Beh mi ero impegnato moltissimo a scriverle la lettera e l’unica cosa che mancava a quel pezzo di carta era che mi squartassi il petto, mi strappassi il cuore e glie lo mettessi nella busta. Per quanto riguarda Diana era diventata un’autentica confidente per lei, correva o al telefono o a casa sua ogni volta che mi vedeva ombrato o nervoso, o per chiedere consigli sui regali, oppure per raccontarle quello che facevamo insieme. Infatti la mia seconda mamma le aveva già concesso la mia mano. C’era da aspettarselo, Diana era una vera detective di emozioni e l’avrebbe comunque capito, ma diciamo anche che Elena non era proprio bravissima a nasconderle, quindi quando parlava di me, mi ripeté Diana più volte, le se illuminavano gli occhi, arrossiva come una ciliegia e soprattutto aveva un sorriso radioso, e inoltre non riusciva a stare ferma. Al contrario se io ero nervoso lo era anche lei, ma non davanti a me, con me diventava una perfetta ancora di salvataggio e sapeva come darmi conforto nei momenti peggiori, ma somatizzava per non recarmi disturbo o dolore e poi correva da Diana in lacrime. Insomma le due persone più importanti della mia vita erano euforiche del nostro fidanzamento. Specialmente perché erano felici per me, che finalmente non avevo preso una cantonata sentimentale.

Capitò che dovetti uscire senza di lei quella sera, perché era una questione più che altro burocratica quella da sbrigare, siccome lei le subiva tutte le mattine come mia assistente, non mi pareva il caso di friggerle il cervello anche l’unica sera libera dalle prove delle coreografie, per quanto lei sarebbe venuta lo stesso per stare con me, ma le sedute in sala per il tour quella settimana erano state intense, anche le carte da sbrigare erano aumentate considerevolmente in quanto il tour stava per partire, e lei era davvero stanca, così la chiusi in casa. Lei chiamò Diana e la fece venire a Neverland, perché l’avevo letteralmente chiusa in casa impedendole ogni possibile via di fuga. Sapevo che se stava più di mezz’ora senza di me avrebbe preso la macchina e sarebbe venuta da Quincy, in realtà io volevo che lo facesse, perché mi trovavo nella sua identica situazione di dipendenza, ma l’amavo e dovevo curarla come una regina, quindi mi feci violenza: portai via tutte le chiavi delle macchine e diedi il giorno libero a tutti gli autisti.

“Sta sera faccio il sultano e ti chiudo nella casba. E se provi a scendere in sala a provare ti lego al letto per tutta la prima settimana del tour. Devi riposarti caspita, non sei una macchina.”

“Ma senti da che pulpito viene la predica, potrei dire lo stesso di te sai Mister Jackson? E comunque io voglio solo stare con te. Questa settimana hai avuto una faccia così seria.

Quando tornai la sentivo parlare come una macchinetta, credevo parlasse da sola, ma poi Diana rise e la riconobbi subito. Curioso come pochi mi misi ad ascoltare tutta la conversazione mentre davo da mangiare a Bubbles. Sostanzialmente Diana voleva saper il motivo per cui insomma … Elena fosse ancora vergine ad un’età cos matura. Elena timidissima quando si toccavano quei tasti si opponeva con tutte le sue forze. Io sotto la finestra ridevo come un pazzo.

“ma Diana me lo chiedi così?”

“e come devo chiedertelo? Senti ora io devo essere buona perché sono sempre stata troppo grande per Michael ma, parliamoci chiaro non vedo persona più invitante per fare se …”

“Shhhh non dire quell’orribile mortificante parola! Non potrebbe mai essere sesso con lui! Io lo amo. Cavolo!”

“D’accordo allora per fare l’amore. Mamma mia siete stucchevoli. Sembrate due colombi!! E lui scommetto che è il solito gentil’uomo. Ma almeno ti ha sfiorata?”

“Beh diciamo che un primo approccio c’è stato, c’è ed io te lo confesso, sto per andare al manicomio, non ce la faccio più a resistere. È che lui è così … febbrile. Riesce a farmi perdere la testa solo se mi bacia il collo. È poi ha una passionalità devastante. Mi tocca come se fossi fatta di porcellana rarissima e quegli sguardi … dio mio senti cambiamo discorsi ti prego. Diventa una furia se sa che ti dico queste cose.”

“D’accordo, voglio solo farti un’ultima domanda. Se lui volesse te lo vorresti?”

“E me lo chiedi? Lo desidero con tutta me stessa. solo che lui ci tiene a fare con calma, sa che per me sarebbe la prima volta e ha paura di darmi una delusione. Però Diana, giuro voglio essere sua fino in fondo. Sono stata sempre sua e non vorrei altri che lui.”

“e l’avrai. Totalmente. Adesso però è il caso di chiamarlo è tardi e non vorrei che gli fosse accaduto qualcosa, non ha neanche telefonato non è da lui.” Appena sentii quella frase mi precipitai sulle scale, barcollando per l’emozione di avere udito quelle parole.

You see I never met a girl Just like you Come so easy Don't you break my heart Cause I love you.

“eccolo, è tornado. Ed è di buon umore lato positive, canta streetwolker, sicuramente Quincy non ha ceduto a metterglielo sul disco.” Entrai e corsi ad abbracciare Elena, poi baciai Diana che rimase un’altra mezz’ora e poi se ne andò. Elena era agitatissima, io ero pronto a partire per l’inferno spossante del tour, ma ero comunque agitato. Era il primo da solista e volevo far tremare il mondo ad ogni moonwolk .

Decidemmo di fare una gara a chi faceva prima a farsi la doccia. Sorprendentemente Elena mi precedette e fu più veloce di me, infatti quando entrai in camera da letto lei era completamente bagnata e guardava il cielo dalla finestra, aveva addosso solo la vestaglia di seta bianca che le accarezzava la pelle come se volasse su un cuscino d’aria. Avevo addosso l’accappatoio umido, che sostituii prontamente con i pantaloni e la camicia bianca che lasciai slacciata. Mi avvicinai a lei piano sfiorandole le spalle e baciandole i capelli, aveva un profumo così buono, il bagnoschiuma e lo shampoo al muschio bianco che usava mi faceva sempre perdere il controllo, le strinsi le braccia la desideravo ardentemente e quella notte era perfetta per renderla mia. La luna era piena e il cielo era sereno, tutto era illuminato da una luce diafana dando al mondo circostante l’illusione di essere il regno delle fate. “Ti amo” le sussurrai all’orecchio girò leggermente il viso verso di me prendendo fiato per rispondermi, ma non le diedi il tempo, la baciai appena le sue labbra furono a un passo dalle mie. Il suo respiro era simile a quello degli angeli, aveva lo stesso calore e lo stesso profumo di fragola. Un frutto proibito anelato come se fosse l’unica fonte di ristoro in un deserto, ma da cogliere con cura per non sciuparne il succo. Dalla bocca scesi piano al collo, scoprii leggermente le sue spalle e iniziai a gustarne il sapore. Mi accolse nel suo abbraccio, dando libero spazio ad un lieve gemito. “Michael. Ho bisogno di te.” Disse girandosi. Fece scivolare le sue mani di alabastro sul mio petto, il suo tocco, caldo e sensuale, mi incendiò l’anima. Dal petto passò alle spalle, mi baciava, ma avevamo entrambi gli occhi aperti quasi come se avessimo paura di chiuderli perdendo il contatto diretto dei nostri spiriti. Delicata mi tolse la camicia accompagnandola fino alle mani. La lasciò cadere a terra e strinse le mie mani. Il suo corpo mi parlava, e il mio le rispose. Non ero solo nel bisogno d’amore, sentivo salire la temperatura dei nostri corpi lenta e fremente di incendiare la stanza già calda. Feci salire il suo braccio destro portandolo a toccare il vetro, unica cosa rimasta fredda. Lasciai l’altra mano accarezzandole il viso, lei mi accarezzò la vita e il fondoschiena. Io le allentai il nodo della vestaglia. La baciavo lungo tutto il collo e le spalle, poi la guardai, la luce nei suoi occhi era diversa dal solito, c’era desiderio ora al posto della dolcezza, era una calamita il suo sguardo come tutto il suo corpo, le sfiorai la vita e il seno col dorso della mano, poi mi inginocchiai accarezzandole la vita, le baciai la pancia socchiudendo le labbra e dandole un leggerissimo morso, le sfuggì un gemito più intenso del precedente. Prosegui piano a baciarle la vita, poi lei mi raggiunse e iniziò ad assaggiare la mia pelle non potei fare altro che chiudere gli occhi, le sue labbra che lasciavano piccoli baci umidi dal collo ai pettorali mi mandavano in estasi con il loro bollente respiro. Arrivata all’altezza dell’orecchio mi restituì il leggerissimo morso che le avevo dato. si alzò ed io la seguii, cercò le mie labbra e le trovò, iniziarono a mescolarsi i nostri sapori, non credo mi avesse mai baciato quel modo prima, più me ne dava più ne volevo. Un bacio profondo, schiavo della passione, del desiderio, della voglia di amare con ogni singola fibra del suo essere, mentre mi baciava era come se mi trascinasse via come fa l’acqua con la sabbia delle spiagge, non potevo più reperire il mio istinto che oramai aveva preso pieno possesso del mio corpo, dei miei pensieri, della mia anima. Tutto era sfocato intorno a ,me solamente una cosa era nitida e percettibile l’intensa voglia di averla. Interruppi il contatto, finii di slacciarle la vestaglia e lei si staccò leggermente da me, guardandomi iniziò a farla scivolare lungo il suo corpo dopo averla accarezzata la vestaglia cadde a terra, davanti ai miei occhi si era materializzata afrodite era bellissima. Le presi il viso tra le mani, e le accarezzai i capelli ancora bagnati, era nuda sotto ai miei occhi ed io la strinsi fortissimo quasi per proteggerla. La presi in braccio e l’adagiai sul letto. Ripresi a baciarla ovunque e più la baciavo più volevo baciarla. Poi mi spinse sul materasso per trovarsi con il viso sopra il mio. Sfiorò il mio petto con il naso lasciando qualche bacio umido di tanto in tanto. Arrivò di nuovo al mio orecchio e mi disse: “ti amo.” Io mi alzai leggermente e le risposi: “Io sono nato per amarti. l’amore e il desiderio volano con le stesse ali, ma a volte il desiderio prende il sopravvento sull’amore, per quanto dipenda da esso. Non ho mai amato così tanto,e proprio perchè ti amo più della mia vita, capisco che per te è un passo importante, ma vuoi davvero compierlo con me?” tremavo alla sola idea di un rifiuto, ma era giusto che lei fosse consapevole di ciò che stava per accadere, volevo tutto tranne che si pentisse di avermi regalato la sua prima volta. “Michael, io ti amo da tutta la vita, inconsciamente, ho sempre saputo che prima o poi saresti arrivato da me, perché Dio mi ha fatta nascere solo per te, per amare te, non posso e non voglio amarti per metà. Voglio amarti con tutta me stessa, non voglio assolutamente che sia un altro a fare di me una donna, perché questa donna è solo tua.” A quel punto l’ultima catena era stata sciolta. Ripresi a baciarla portandomi sopra di lei. Andai alla ricerca di una delicatezza che non le avevo mai fatto conoscere, il terrore di farle male era fortissimo, ad ogni piccolo passo che compivo dentro di lei la guardavo per cercare le risposte alle domande che mi stavano tartassando il cervello “Ti faccio male?” scosse la testa e sorrise, mi feci strada con la calma del sole che sorge, e quando fui consapevole di essere dentro di lei cercai di nuovo i suoi occhi, le sue mani sulla mia schiena erano contratte, ma non c’era dolore sul suo viso, scese solo una lacrima seguita dal sorriso più radioso che le avessi mai visto disegnare sulle sue labbra. Mi trattenni, ma anche io avevo le lacrime pronte a scendere. Il sogno che mi assillava da mesi era diventato realtà.

Ogni donna è un mistero da risolvere, ma una donna non cela nulla ad un vero amante che la sappia persuadere ad aprire i suoi petali con lo stesso calore del sole, una rosa tanto rara quanto fragile come Elena richiedeva la stessa lussuria di un’onda che si infrange sulla spiaggia per celare ciò che nasconde dentro di se e farle scoprire la più sublime verità dell’amore. Non so quanto durò quell’esplosione intensa di passione, desiderio, amore allo stato puro avevo perso la percezione della realtà e riuscivo a sentire solamente i nostri corpi fondersi in un tutt’uno. Non riuscivo a credere che si fosse conservata solo per me, ma credevo a quello che urlava il mio cuore ad ogni nostro gemito, amala. I miei muscoli erano contratti come lo erano quelli di lei, non avrei mai voluto che arrivasse l’alba volevo che la notte fosse eterna perché quel momento anche lo diventasse, ma quando fui allo stremo il sole faceva già capolino all’orizzonte. Il buio della stanza schiariva poco a poco, mostrandomi quella meraviglia che era sbocciata sotto al mio tocco. Le sue labbra erano più carnose, il suo viso era colorato di un vivace vermiglio e invaso da un’incantevole serenità. Sorrisi. “Sei bellissima, ma dove ti sei nascosta fino ad ora? Perché non sono riuscito a vederti quella sera a Gary?” “Ma te mi hai vista, mi hai anche sorriso per ben tre volte. L’ultima quando sei sceso dal palco. Jermaine ti tirava per il polso e te curiosavi tra la platea per cercarmi, io ero arrabbiatissima perché te ne stavi andando e mio padre i disse, - Elena guarda che qualcuno sta cercando di vederti, forse se esci da sotto il tavolo lo aiuti – ed io …” d’un tratto ebbi un flash, stranamente positivo della mia infanzia, mi ero ricordato di lei, e per diversi mesi mi era rimasta in testa la bambina coi fiocchi bianchi. “Aspetta, sì questa cosa me la ricordo. Ad un certo punto la bambina che cercavo è sbucata dal quarto tavolino a sinistra, aveva i ciuccetti legati con dei nastri bianchi, ecco perché mi è sempre sembrato di aver visto i tuoi occhi perché li avevo visti davvero! Beh sappi che mi innamorai anche allora solo che ti chiamavo Bianca per via dei nastri tra i capelli. Guarda che davvero intontivo i miei fratelli co sta Bianca, anzi te lo faccio dire da Tito appena conoscerai la mia famiglia. Me lo rinfaccia ancora oggi.” “qua – quando conoscerò la tua famiglia?” Sussultai “non vuoi conoscerla?”

“no te vuoi davvero che io li conosca?” si era illuminata di nuovo.

“Ma certo, accidenti sei la donna che amo!” mi saltò al collo e quasi mi strangolò.

“o cielo Mike, non sai che cosa hai appena fatto per la seconda volta sta notte.”

“Cosa?” dissi ridendo.

“MI hai resa ma donna più felice del mondo.”

“Credimi se c’è qualcuno al settimo ottavo nono decimo cielo sta notte quello sono io. Però, guarda?” indicai la finestra e le scostai i capelli che le coprivano tutta la parte destra del corpo per far posto al mio mento sulla sua spalla. “è già mattina.”

“O mio Dio, è mattina davvero. O santo cielo Michael sta sera andiamo in scena e stiamo qui a fare i romantici. Scoppiai a ridere, e l’afferrai per il polso dato che stava già schizzando fuori dal letto.

“Ma stai calma amore, c’è ancora tempo, mi abbandoneresti così per il concerto dopo tutto quello che c’è stato sta notte?”

“No, amore mio, no. Hai ragione sono pessima, è che sono talmente euforica, te non sei magico, te sei la magia fatta persona. Ed io ti amo da impazzire.” Mi baciò con aria intrigante, si era trasformata, ma era comunque bellissima ed ora più che mai sapevo che la mia vita era nei suoi occhi.

“Allora vieni qui vicino a me, che tanto ci svegliano in tempo, e poi sta sera giochiamo in casa amore c’è tempo. ora voglio solo dormire con te. Ti fa male?” dissi accarezzandole il basso ventre.

“Non saresti mai capace né di farmi male, né di lasciare dolore lungo la mia strada. Sto benissimo.”

La baciai e le accarezzai il viso. Chiudemmo gli occhi e ci rifugiammo nei nostri sogni, e sicuramente anche lì eravamo insieme.

L’ANGOLINO DELL’AUTRICE


Ragazzuole ma salve. Salve a tutti. Finalmente siamo giunti al fulgido eterno momento tra i due colombi. Spero sinceramente che vi sia piaciuto, mi sono impegnata molto a scriverlo, e vi dico la verità mi tremavano le mani per scriverlo, diciamo che anche in questo caso troviamo un Michael inedito che spero non vi dispiaccia! Nel prossimo capitolo faremo un leggero salto temporale e cominceranno le nuove sorprese, la storia come l’ho pensata probabilmente sarà molto, molto lunga, spero che la vostra pazienza sia ben esercitata, ma sono sicura di sì, dopotutto per Michael siamo disposte e tutto, almeno spero. Grazie mille delle fantastiliardiche recensioni, e delle vostre meravigliose parole. Grazie anche ai silenziosi visitatori che ho notato essere molti. Un bacio a presto.

E infine ….

Eutherpe: mio unico eterno amore della mia vita. io piango sempre quando leggo le tue recensioni, sei la più fantastica delle cose fantastiche che possono esistere al mondo. tesoro mio Michael è sempre stato giudicato più che amato, anche se alzava un dito era un’azione malata secondo quei luridi soggetti. Ma l’amore che i suoi fan nutrivano era il più sincero che si potesse ricevere, basta pensare a noi due che sembriamo sua moglie e sua figlia!!!! comunque se non si morde il labbro non fa lo stesso effetto!! Io sudavo mentre lo scrivevo. In verità in questi ultimi capitoli ho sempre sentito un certo caldo!!! <3 Amore mio la mia forza come sempre sei solo te, e dal bellissimo bocciolo che è fiorito tramite questa favola (la nostra amicizia, o sorellanza come preferisci) ho saputo che al mondo esiste una persona tanto speciale come te. Ti adoro cucciola mia ma proprio tantissimo.

Bad_Mikey: cara la mia Bad Mikey, vedi di non farti uccidere da tua mamma, sennò poi chi scriverà più queste meravigliose recensioni? Comunque “the girl wos bad the girl wos dangerous” ti dice nulla, e comunque anche Hot Mike devo dire che ha il suo alto tasso di pericolosità!!! L’Aaow è stato fondamentale per rendere l’idea!!! Sono pazza lo so perdonami! XD

Direi che le prove più che davanti lo specchio le ha fatte sulla guida di internet ihih che cattiva ragazza sono, ma che ne so io com’è New York ho dovuto avere un piccolo ausilio. I video music awards sono stati decisamente pesanti anche per me, specialmente il discorso di madonna terribile. Va beh mi fa piacere che i capitoli siano stati di tuo gradimento cara a prestissimo. Ti voglio bene. Baci P.S. ESM for ever!!!!

Jennifer_94: Salve salvino cara! Beh che dire hot Mike è una versione irresistibile del nostro mito, ed io ci tengo a mantenere l’originalità della sua persona, perché già è stata fin troppo fraintesa quando era… va beh si capisce cos’era, non riesco proprio a scriverlo al passato. Comunque almeno con questa piccola parte di me posso contribuire all’amore di cui Mike aveva bisogno e ogni volta che scrivo gli chiedo di assistermi, evidentemente per questo motivo risulta particolarmente credibile!! Un bacione e grazie della recensione cara, kississimo.

Angeudemon: ola girl! Grazie di avermi rassicurata nella recensione, ci tengo tantissimo al vostro parere e non vorrei mai darvi delusioni o farvi dire che stro…ta. Mi dispiacerebbe troppo. Comunque avoia se ce vado a vedere This i sit, sono i suoi utlimi momenti non me li perderei per niente al mondo, a meno che non sia morta o in stato comatoso. E poi è un suo regalo, non potrei mai rifiutarlo. Baci alla prossima.

Mcj: salcino cara, visto che versione hot del Mike angel? Però certo cerco sempre di essere il più elegante possibile quando tratto questi argomenti dopotutto era il re occorre rispetto ed eleganza. Sono felicissima che il chappy ti sia piaciuto alla prossima cara.

Heartagram: ciao cara, comunque diciamo che non ci sei andata affatto lontano Track e Lola sono i miei due elementi di disturbo, e faranno casini su casini tenetevi forte. Sono contenta che nemmeno a te sia dispiaciuto il Michael inedito, ringraziamolo per ballare in quel modo assolutamente divino, mi da tante ispirazioni. Un bacio a presto
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