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 CAPITOLO 7 - Come condannarsi in sette secondi.

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Prince_of_Persia



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081209
MessaggioCAPITOLO 7 - Come condannarsi in sette secondi.

Sensibile agli occhi di Elena mi accorsi che c’era qualcosa che non andava. Inoltre l’eccessiva espansività di Lola mi stava dando leggermente fastidio.

“Ti ringrazio Lola, fa sempre piacere ricevere complimenti da una bella ragazza, puoi scusarmi solo un momento?”

“Fai pure Michael. Io non vado mai di fretta” Sinceramente pensavo il contrario dati gli atteggiamenti, da bravo gentleman lasciai cadere il discorso. Mi girai verso Elena, il suo sguardo era preoccupato, smarrito, dubbioso. Sicuramente c’entrava la mia parentesi con Lola. mi inginocchiai vicino a lei che stava allungando i muscoli delle gambe.

“Tutto bene darling? Ti vedo preoccupata. Non ti convince la coreografia? Se vuoi te la spiego.”

“No, no. Preoccupata? perché? Anzi è una bella coreografia.” Si alzò da terra più veloce di una pantera e si prese un bel vantaggio da me correndo alla sbarra, qualcosa mi diceva che mi stava evitando, e no, non attaccava infatti nel giro di tre secondi mi appoggiai alla sbarra coi gomiti, mentre la guardavo eseguire qualche esercizio basilare. “qual è il problema Ely?”

“Ma oggi dovevi metterti proprio in testa che ho problemi? Michael credimi ti sbagli.”

“Ascolta” le dissi mentre le sfioravo il polso. “Non è che sei poi così brava a dire bugie, o meglio ci provi, ma hai un leggero problema nella parte superiore del viso … proprio sotto alla fronte … che contraddice le tue parole.”

“Michael? Ti dico di no! Da cosa lo deduci … un malinteso come questo?”

“Primo: non mi stai guardando. Secondo: mi eviti. Terzo: hai smesso di sorridere. Che altro c’è da capire? Non sono poi così scemo come dicono sai?”

“Michael?!?” La voce stridula di Lola arrivò sonora al mio orecchio, nonostante il mio timpano fosse provato dal suo miagolio riuscii a sentire una sottospecie di ringhio provenire dalla bocca di Elena, che confermò le mie teorie alzando gli occhi al cielo. Sorridendo risposi “Sì Lola?”

“non lo vuoi il succo di arancia sta mattina?” Vipera, mi aveva visto che lo avevo già preso, ora era chiaro che voleva far perdere le staffe ad Elena, con mio stupore ci riuscì. Mi lanciò un’occhiata fulminea, con la voce strozzata dal nervosismo mi chiese “Michael, posso andare a prendere una bottiglietta d’acqua per favore.” Guardai la sua borsa aveva già la bottiglietta d’acqua, ma guardando la sua espressione sinceramente provata non riuscii a dirle di no.

“Certo, se hai così sete” azzardai

“grazie” si dileguò più veloce del vento da davanti ai miei occhi e lasciò la sala. Stavo per andare da lei, ma vidi che Mez fu più veloce di me, che guardai Lola rassegnato.

“Oh che distratta lo avevi già preso, scusami. Sai mi confonde le idee vederti così vicino a noi”

“lo immagino Lola, lo immagino. Senti, già che ci siamo chiamo Luke, ha preparato lui l’assolo per “she’s out of my life”. Mi piacerebbe cha la facessi tu la solista, ti sei impegnata tanto e la buona volontà va premiata.” Il mio tono era monotono e privo di entusiasmo ma, come prevedibile per una con il basso spessore di Lola, non se ne accorse. Sapevo che aveva cominciato a fare tutto quel frastuono solo per ottenere la parte da solista, allora perché farla aspettare e rendere impossibili le giornate di Elena? Infatti allegra e sorridente fece la parte dell’emozionata così bene che avrebbe potuto vincere l’oscar come migliore attrice.

“Oh, Michael! Sta dicendo davvero? Ma mi cogli alla sprovvista, non me lo aspettavo davvero”

“Si come no, sentiamo che altro si inventa” pensai. Per rendere ancora più credibile la sua performance coinvolse anche Valery.

“Val! ma hai sentito? Michael mi ha chiesto di fare l’assolo. Ci pensi, mi tremano le gambe al solo pensiero. Oh Michael! Grazie, grazie davvero!” ma pensa un pò le si lucidarono gli occhi.

“beh dalla tua spontanea reazione, deduco che accetti la mia proposta?”

“Oh Michael, sì, sì mille volte sì!”

“bene, allora chiamo subito il tuo maestro.”

“ma che pazzo sei, ti va scherzare oggi?”

“non sono mai stato più serio, perché?”

“Ma Michael, sei tu il mio maestro, tu studi le coreografie. Chi altro devi chiamare?” Era davvero sciocca, le avevo detto che avrei chiamato Luke, ma evidentemente il suo ego faceva troppo chiasso.

“No, Lola. credevo avessi capito, proverai l’assolo con Luke, io devo solo cantare e fare un po’ di scena, infondo parlo di una ragazza che se ne è andata dalla mia vita per causa mia, quindi devo solo implorare il cielo di perdonarmi per i miei sbagli. È un po’ come se ti cantassi una serenata e te sei a km di distanza. Poi me lo ha chiesto Luke di ideare la coreografia perché si rispecchia in quella canzone, quindi devi lavorare con lui.” Il sorriso smagliante che aveva si spense poco a poco, forse avevo smontato qualche suo castello in aria, era così delusa …

“Ma se non vuoi lavorare con lui e rinunciare all’assolo non c’è problema, spedisco Mez come solista.”

“no, no! Ma stai scherzando? Oramai ho accettato, la parola data resta.” Si era inacidita, forse avevo esagerato un po’!



Intanto in sala relax ….



“Ely? Ma che ti è preso?”

“Oh basta, ma la piantate tutti di starmi addosso? Non metterci anche del tuo Mez per favore.”

“Dio mio, ma sei innamorata cotta!!!!”

“Che cosa? Stai scherzando spero. Sto lavorando non mischio lavoro e vita privata.”

“Ma piantala! Non sai che occhio felino ho io per intercettare la gelosia di una innamorata, e quella di una ossessionata.”

“Ma davvero? Beh non rientro in nessuna delle due categorie.”

“hey datti una calmata! Sei elettrica da quando Lola ha poggiato le sue mani smaltate sulla vita di Michael. Lo hai evitato come poche quando è venuto vicino a te e non è che la tua reazione non si sia notata, hai cambiato completamente faccia.”

“non mi sembra di aver fatto scenate, non ne avrei motivo.”

“L’espressione si fa sentire molto di più delle grida. Senti, ma che ti costa ammetterlo? Ti piace, è ovvio.”

“Certo, è Michael Jackson mica il mio vicino di casa! Piace a tutto il mondo e lo sa!”

“Oh, eccola qua! L’ultima quantità sufficiente di acidità quando si vuole cacciare via un sentimento: far passare l’oggetto dei desideri come ciò che non è!”

“E te cosa ne sai? magari si arruffiana tutte le ballerine, e ha fatto con tutte e tre ciò che ha fatto con me, mentre io lo credevo diverso da tutto i resto del mondo.”

“Finalmente, ecco la verità. Tu hai paura! Paura di essere per lui una delle tante, mentre te stai provando ogni giorno emozioni più forti nei suoi confronti. È matematico, sono i dubbi precotta ciccia!!!”

“Mi urta i nervi quella gatta morta. Quando lo guarda negli occhi le pupille fanno trasparire la esse del dollaro, solo i suoi soldi e la sua notorietà gli interessano, di certo non quello che ha dentro!”

“Cosa che interessa a te.”

“oh piantala Mez, lo stimo molto e ho profondo rispetto di lui, ma non sono innamorata.”

“no no zucchero, piantala te di raccontarmi stupidaggini. Se davvero è così come dici guardami dritta negli occhi e dimmi “Io non amo Michael” coraggio. Convincimi.”

Ci provò, e lì per lì le andò bene ma il non proprio non le volle uscire dalle labbra.

“Credi che no ci riesca. Bene Io ….”

“sì.”

“Io …”

“…”

“Io … proprio non ce la faccio a dirlo!”

“ahahahahahaha, lo sapevo di avere ragione. Comunque non ti aiuterà evitarlo, lasceresti solo il campo libero a miss protesi. Perciò ora. Togliamo il caffè che proprio non mi sembra adatta come bevanda per i tuoi nervi di oggi. Fai un bel respiro e torni di là. E non fare la timida, continua a comportarti come hai fatto fin’ora. Sii te stessa e vedrai che bel volo dalla finestra farà Lola. allora, andiamo?”

La presi sotto braccio, lei lo strinse con il suo e sorrise timida. Era proprio andata.

“Giura che resterà tra me e te!”

“Sulla tomba del mio pesce rosso!”

“Mez, andiamo. Vuoi essere presa sul serio e giuri sul tuo pesce rosso?”

“ma cosa ne sai te del mio pesce rosso! Era il mio migliore amico ci parlavo di tutto. Puoi immaginare cosa ho provato quando l’ho visto stecchito fuori dalla vaschetta?”

Rise e scosse la testa “Dai.”

“Senti, il pacchetto Mez s si prende tutto, pesce rosso incluso.”

“d’accordo. Allora giuriamo sulla sua tomba. Dov’è?”

“che domande a casa mia a Londra nella tazza del water!”



Tornate in sala prove …



“Beh, allora? Passata la sete?” mi alzai pronto a ricominciare le prove proprio nel momento in cui Meredith ed Elena rientrarono in sala sorridenti. Si era ripresa per fortuna, mi era dispiaciuto vederla quel modo per il tiro mancino di Lola. Non so cosa le avesse detto Meredith, ma era bastato a farla tornare in forma smagliante.

“Sì” Guardò verso il suo borsone, vide la bottiglietta d’acqua e le venne da ridere, io mi trattenni lasciandomi sfuggire solo un sorriso. “mi sono ricordata appena fuori che già ce l’avevo.”

“Ah sì? Pensa non me ne ero accorto!”

“Ero un po’ distratta, sai il fuso orario, l’ambiente …”

“certo, certo ti capisco benissimo.” Risi “Coraggio mezza matta ricominciamo!”

Mi sorrise allegra e subito si concentrò sui passi.

Per l’ora di pranzo eravamo riusciti ad assemblare la prima parte di “Working day and night”, avevamo lavorato sodo, cominciavo a convincermi che il gruppo da me selezionato funzionava bene, e questo ai fini della buona riuscita del tour era fondamentale, la zona ragazze mi preoccupava un po’ di più, sia per Lola che era una bravissima attaccabrighe, per arrivare ai suoi scopi sarebbe stata disposta anche ad usare il lancia fiamme pur di farsi strada, sia per la forza magnetica che Elena stava esercitando su di me, non avevo avuto molte storie, ma mi ero sempre invaghito delle persone sbagliate, per uno con il mio carattere era difficile vedere il male nelle persone e infatti avevo sempre preso calci in faccia. La diversità di Elena era palese, ma per superare le mie insicurezze avevo bisogno di una persona forte di carattere, ma allo stesso tempo sensibile per essere capito fino in fondo senza fermarsi al mondo patinato delle paillette e i lustrini, insomma qualcuno che sapesse raggiungere con me l’isola che non c’è, e questa certezza doveva ancora palesarsi.

“Allora? C’è qualcosa che devo sapere immagino.” Dissi avvicinandomi ad Elena intenta a mettere in ordine le sue cose. Mi guardò interdetta, ma non disse nulla, era furba come una volpe mi guardava con aria ingenua in attesa che proseguissi il discorso.

“Perchè?”

“perché cosa?” Accidenti. Era chiaro che la mia domanda era riferita alla reazione incontrollata che aveva avuto qualche ora prima, ma non potevo agire come un carro armato, e poi c’erano troppe orecchie indiscrete.

“Perché riesci ad eseguire i passi vedendoli solo una volta?”

“Mmm la domanda è diversa. Tipo dovresti chiedermi: “perché ti hanno preso alla scuola di ballo?” ed io ti risponderei: perché ho la memoria rapida e riesco ad eseguire i passi anche se li vedo una sola volta.” Aprì la bottiglietta e rubò un sorso d’acqua veloce.

“Ah sì, giusto scusa. Mangiamo insieme?” Per poco si strozzò quando finii di parlare.

“Cosa?”

“Ti va di pranzare con me?” guardò Mez che era alle mie spalle. Di sicuro si erano dette qualcosa prima, perché lo sguardo di Meredith la incitava ad accettare l’invito.

“Sei sicuro che vada bene a tutti? O meglio a tutte.”

“A me interessa che vada bene a te. Allora?” Dallo specchio vidi Mez che le faceva l’occhiolino.

“D’accordo, se proprio insisti.”

“Perfetto, fatti bella allora. Oggi conoscerai Bubbles.” Sorrise spontanea ed era bellissima.

“Oh allora è un giorno importante! Non vedo l’ora!” Le feci l’occhiolino e prima di alzarmi guardai Mez di traverso. Fece la vaga, ma aveva capito benissimo a cosa si riferisse il mio sguardo.

Lola aveva spiato la nostra conversazione e si gettò subito su di Elena come una sanguisuga appena mi avvicinai alla porta.

“Elena, il nostro invito è ancora valido, che ne dici di mangiare con noi così ti illustriamo i nostri progetti? Tanto non credo che tu abbia altri impegni.”

“veramente ne ho già uno. Con Mez. Andiamo al Mc Donald vero?”

“Sì, sì al Mc Donald.”

“Mi dispiace Lola, ma proprio non posso. Devo rispettare gli impegni per ordine.” Prese il borsone se lo mise in spalla e salutandole con aria innocente si avvicinò alla porta con Mez che la seguiva.

“Non capisco cosa ci trovi in lei Loly!”disse Val, La sala era ancora piena, le frecce avvelenate di Lola erano incoccate nell’arco veloce della sua bocca, pronte a scoccare senza pensare a ciò che sarebbe successo, ma con la sola volontà di fare male alle persone.

“Cosa vuoi farci Valery.” Gracchiò ottenendo l’attenzione di tutti. “Evidentemente Meredith ha trovato la sua anima gemella, dopotutto le lesbiche dichiarate sono sempre meno al giorno d’oggi. Elena evidentemente è più a suo agio con le sue simili, ma è più timida.” Il brusio delle voci si fece sempre più forte. E gli sguardi di tutti erano puntati verso di Meredith, il dardo era arrivato a destinazione ed aveva fatto pieno centro. Elena era scioccata, Mez piena di vergogna la guardò. La tensione era palpabile a km di distanza, dovevo assolutamente intervenire.

“Ragazzi, ma non avete fame? Perché non uscite?” dissi e allora Elena sembrò svegliarsi da un sonno profondo, il fuoco nei suoi occhi, immaginai, non era un buon segno. Non avevo mai visto tanta carica esplosiva trapelare dai suoi sguardi. Meredith uscì a passo svelto dalla stanza scontrandosi con Elena che la bloccò per la tracolla del borsone.

“Mez. Lasciala perdere. Te lo dicevo io che le amanti ferite sono le più difficili da sopportare, ti si attaccano come cozze e non riesci a scrollartele più di dosso. Te l’avevo detto che dovevi cedere alle sue avance quindici giorni fa, altrimenti sarebbe stata una molletta attaccata alle palle e non ti avrebbe dato pace infatti, ecco i risultati. Avresti dovuto essere più gentile, aveva trovato il coraggio di confessare la folle passione che prova per te, andava incoraggiata non demolita.”

Panico, si era scavata la fossa, sotterrata e polverizzata, ma con che stile. Rimasi sconcertato dalla sua grinta, dal coraggio che aveva avuto nel gettarsi nella fossa del leone senza alcuna remora, la guardava insistentemente, i suoi occhi erano più pungenti che mai, Lola era una furia, una belva famelica pronta a divorare la sua preda.



Dunque, prima di tutto ho una cosa da dirvi … Ehm ehm GRAAAAAAAAAAAAAAAAAAAZIIIIIIIIIIIIIIEEEEEEEEEE!!!! XD

Le recensioni erano spettacolari, siete stai fantastici! Eutherpe mi dispiace di avere dubitato di te, ma era anche una brutta giornata quando ho postato il capitolino e lo sappiamo tutti il perché.

Comunque adesso sto architettando tante belle sorpresine, tutte per: Michael che amo (e si sapeva)in primis, voi che avete recensito perché siete stupende e anche a chi legge in silenzio.



Ringraziamenti super speciali:

· Eutherpe: ormai ti adoro e non ho più parole. J (per il Michael vendicativo, ho preso spunto da quello che ha detto Lisa Strega Presely sulla lettera che ha pubblicato il 25 giugno che odio!!!)

· Bad_Mikey: aspettami che adesso recensisco anche io la tua super fantastica storia.

· Rara193 : grazie mille per il complimento sono davvero contenta che ti piaccia.

· Jennifer_94: guarda lascia perdere io ho dovuto cambiare non so quanti account prima di poter cominciare a scrivere! Che bello mi ha fatto piacere leggere la tua recensione grazie mille mille mille. (non preoccuparti, quando pensiamo a Michael siamo in poche a dormire mi sa! J)

Baci grandi a tutti vi aspetto al prossimo chappy!!! ciiiaaaaoooooooo
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