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 CAPITOLO 6 - Il buon giorno si vede dal mattino.

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Prince_of_Persia



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081209
MessaggioCAPITOLO 6 - Il buon giorno si vede dal mattino.

Entrai in camera dove però non trovai Mez, che però sentì me chiudere la porta e poggiare la borsa per terra.

“Ely, chiudi a chiave che se le vipere riescono a entrare ci renderanno la notte piena di incubi. Senti, mi sono permessa di spostare le tue valige, sai Gragory è un affidabile guardiano per Michael, ma come facchino in un albergo non ha proprio futuro, aveva lasciato le valige sparse per tutta la stanza, ne hai di roba comunque.”

“oddio, ma ha fatto portare via tutto?”

“Beh Michael quando fa le cose le fa per bene, solo che non conoscendoti ancora bene ha portato via tutto, di certo non voleva che ti trovassi sprovvista di nulla.” Sorrisi immaginandomi la scena di Michael che da bravo direttore dei lavori sgombra la mia stanza, pensando alla sua preoccupazione di farmi trovare a mio agio. Per quel poco che avevo imparato di lui un po’ da brava fan e un po’ visto coi miei occhi, vedendo la scena madre della signora Doupres che in lacrime firma le mie dimissioni e i bambini con i loro occhioni tristi che mi vedono andar via, Michael si sarà sentito assolutamente in colpa. Che pazzo. Solo grazie a lui era stato possibile fabbricare un sogno a tal punto da renderlo reale un sogno, che anche se non sapevo quanto sarebbe durato sapevo però, che avrebbe lasciato un segno indelebile, sia perché già solo stando accanto a lui, danzando solo per lui ne avevo realizzato uno e sia perché pochi momenti erano bastati per convincermi che in Michael c’era molto di più di un geniale artista. Mentre nella mia mente malata (come sempre) si materializzavano le immagini dei miei momenti con Michael, Mez uscì dal bagno, aveva addosso l’accappatoio e si stropicciava i capelli con un asciugamano.

“Vi siete trovati tu e Michael eh? Sta tranquilla con me puoi parlare liberamente, sono sua amica e lo conosco da tanto tempo ormai, ma sono rare le volte in cui l’ho visto così tranquillo e spigliato, sai lui è una persona molto timida e introversa e vederlo comportarsi quel modo con te per me è una novità.”

“beh diciamo che abbiamo dei caratteri completamente diversi, ma assolutamente compatibili.”

“beh dai diversi diversi no. Vi piace scherzare a tutti e due e fate a punzecchiarvi, siete carini. Dico davvero. A proposito grazie per come ti sei comportata in sala con quelle due, sai si divertono a rovinarmi la vita, come se non mi sentissi già abbastanza una nullità.” Si accese una sigaretta, il suo sguardo era colmo di tristezza, dovevano trattarla davvero male poverina, a me sembrava una ragazza squisita, era simpatica, ballava bene, era gentile, non vedevo cosa potesse avere di sbagliato da diventare lo zimbello di quella strega.

“senti, ma a noi importa qualcosa di quello che pensano quelle due bambole gonfiabili, come minimo se vai a parlarci non sanno nemmeno mettere in fila due parole. E poi hai visto quanto si atteggiano mentre ballano, non hanno nulla a che vedere con te, tu sei grintosa, sei precisa, dai la carica, solo a guardarti viene voglia di ballare. Quelle due non sono delle ballerine di pancia, sono ballerine di testa. Tutta tecnica e niente espressione Lola, una pallida imitazione di lei Valery che ha la spina dorsale di una platessa e non sa ragionare con la sua testa. È un burattino nelle mani di Lola, te sei diversa, fai la differenza alzi la qualità sul palco!”

“Mh, hai detto bene, sono proprio diversa, è questo il problema. Ti conviene lavarti tesoro, abbiamo solo tre ore di sonno, Michael vuole la puntualità, è uno dei punti su cui non transige oltre ai passi eseguiti ritmicamente ed esteticamente perfetti. Non credere che sia docile quando lavora, è un tipo tosto, anche se tutti si sforzano di dimostrare il contrario.”

Non capivo cosa intendesse con quel ‘sono proprio diversa’, ma aveva ragione dovevo dormire ed ero obbligata a farmi una doccia, mi sentivo ancora il sale dei pop corn appiccicato addosso, quando entrai in bagno e mi tolsi i vestiti tre o quattro pop corn uscirono dai pantaloni e altre due o tre dalla maglietta, meglio che non vi dica in che stato erano i capelli, vi basti sapere che piovvero spose quando feci per scuoterli sul lavandino, capirai con tutte quelle onde.

Mentre ero sotto la doccia mi tornò in mente l viso di Michael che mi sorride e mi punzecchia, e subito la mia mente (sempre malata) completò quelle immagini con una colonna sonora degna da film, naturalmente firmata Michael Jackson.

Non ci misi molto a lavarmi e asciugarmi, ma era ugualmente tardi, perché mi sarei alzata non alle sette e mezzo, ma alle sei e mezzo perché avevo l’abitudine di andare a correre la mattina presto, e anche se ero in America non volevo assolutamente perderla, in realtà ero talmente eccitata che non avevo affatto sonno, ma sapevo che la giornata con Michael sarebbe stata molto più che serrata nei ritmi quindi almeno un’oretta e mezzo dovevo riposare, ero abituata a fare tardi per correggere i quaderni dei bambini e quando anche solo mi riposavo mezz’ora mi rifocillavo del tutto, perché dormivo come un ghiro e perché avevo un’ottima capacità di recupero.

Sentii la sveglia suonare, avevo preparato i vestiti prima di infilarmi sotto le coperte quindi ci misi un attimo a prepararmi. Top rosa, pantacollant alla pescatore neri, felpa nera bella pesantuccia dato il periodo prenatalizio, la mia immancabile fascia al polso come porta fortuna e ovviamente borsone con tutto l’occorrente. Corsi per un’oretta, poi entrai in un bar per prendere un cappuccino e corsi in sala prove, ero in anticipo di mezz’ora, correvo il rischio di trovare ancora chiuse le porte, ma scoprii con mio immenso piacere che invece erano aperte e le luci erano già accese. Entrai, in lontananza si sentiva la traccia di Human Nature che girava. Mano a mano che mi avvicinavo alla sala prove sentivo il crepitio di morbidi e fluidi passi danza muoversi tra una nota e l’altra. Quando fui vicina alla porta quasi mi venne un infarto, c’era Michael che provava Human Nature, aveva una di quelle sue strane magliette che non ho mai capito come facesse a strapparsi quel modo, per sua fortuna data la mia spiccata tendenza al salto e per quella del mio cuore debole era perfettamente intatta. Era bellissimo nei suoi pantaloni neri, capelli ricci come sempre, e come sempre con qualche ciocca tenuta insieme da un elastico. Si muoveva felino, ma si guardava poco allo specchio, e quando si guardava sempre dalla vita in giù per controllare quello che facevano le gambe, i suoi occhi erano assorbiti da tutt’altri pensieri però, lo vedevo che eseguiva i passi in maniera quasi automatica e il suo cervello chissà per quali altri posti vagava. Avrei potuto guardarlo per ore mentre ballava, senza essere vista, come quando da bambina fingevo di spiarlo da una fessura nella porta mentre ballava con i fratelli, infatti ero per metà scoperta e per metà invece ero visibilissima se si guardava la porta, cosa che lui fece appena io ebbi finito di pensarlo.

“Ah ah, ma qui c’è una curiosa, sei mattutina darling. O notturna come me?”

“non dormo molto nemmeno io in effetti, ma è una questione di abitudine. Mi dispiace non volevo ficcanasare, è solo che ho visto le luci accese, le porte aperte, la musica che suona e allora sono entrata, non è il massimo sta mattina restare fuori.”

“Ma perché dovevi restare fuori? Hai fatto bene ad entrare, ma avevi paura di arrivare in ritardo? Ah fammi indovinare Mez ti ha detto che sono puntiglioso con gli orari.”

“No, Mez non c’entra, mi ha detto solo che apprezzi la puntualità.”

“sì come minimo ti avrà detto ‘Michael vuole la puntualità, è uno dei punti su cui non transige oltre ai passi eseguiti ritmicamente ed esteticamente perfetti.’ Vero? Ti ha detto così? Sì ti ha detto così. Beh dai ti sono sembrato cattivo ieri? A no aspetta sei ore fa?”

“Beh cattivo no, ma nemmeno tenero. Lola aveva una faccia.”

“deve smontarsi se vuole lavorare con me, basto già io di divo sulla scena e poi mi ha fatto arrabbiare.”

“Oh oh allora avevo ragione, sei una prima donna, lo sapevo, lo sapevo!” dissi saltellando come un grillo, Michael rideva.

“Sei tremenda, ti sei rubata il mio ultimo sorriso di ieri e il primo di oggi. Non ti sembra un po’ troppo? E poi non sono una prima donna, ma scusa c’è scritto Lola Gonzales o Michael Jackson sulle bande laterali del palco?”

“Ma dai scherzo. È giusto da sui nervi pure a me, ma ti prometto che sarò buona e non bisticcerò con quell’arpia.”

“Ma che brava, mi pare già di vederti graffiante come sei morderla alla prima parola fuori posto.”

“Non è assolutamente vero, è solo che in me c’è un non so cosa di felino che a volte graffia e a volte fa le fusa.”

“credimi non c’è affatto bisogno che tu me lo dica, me ne sono accorto già da solo. Beh dai se tu fai Catwoman io faccio Batman.” Sorrise di nuovo, non immaginavo fosse così dolce vederlo di prima mattina, ma le mie idee da quando ero entrata in sala erano sempre più annebbiate. Sarà stata l’aria, sarà stato il suo sorriso, il suo profumo. Non so cosa poteva essere, ma ogni volta che gli ero vicina perdevo la percezione del mondo e vedevo solo lui meraviglioso come un dio greco.

“Mez anche ha cantato per te sta mattina per svegliarti?”

“Credo che l’unico ad avere pensieri così delicati sia tu!”

“Bene, guarda che sono anche geloso. Perciò attenta a te.”

“Geloso? Di me che non sono nulla per te?”

“Ma per te non sarai nulla, per me sei e come.” Silenzio, che tenero, ogni volta che si lasciava scappare un complimento dalla gabbia della sua razionalità faceva sempre lunghe pause di silenzio, ma come poteva un uomo essere così dolce, così tenero e ingenuo. Le sue espressioni, le sue movenze, i suoi sguardi così profondi e penetranti era come se fossero le chiavi perfette per il buco della serratura del paese delle meraviglie, se ne stava lì a braccia incrociate con il suo alone magico ad avvolgerlo ed io che sentivo il mio cuore accelerare e diminuire la frequenza ad ogni suo minimo gesto. Non era normale, fan sì, ma questo era totale abbandono alle emozioni, quelle emozioni che solo lui con la sua voce angelica era capace di darmi.

“Ma gli altri?” dissi io estemporanea come sempre.

“Ti ho mentito Elena, sta mattina sarai completamente sola con me in questa stanza, senza poter uscire o scappare via. Sei mia prigioniera.”

“ah, d’accordo, dove mi siedo?”

“Dai, ma non c’è gusto così.”

“scusa, vuoi mettere essere rapita da un pazzo criminale con essere rapita da Michael Jackson? Credo che a me sia toccata la sorte migliore.”

“Beh comunque siamo soli darling, ti va un succo d’arancia?”

“lo vedi? Ma come faccio ad avere paura?”

“Dai!!! Ti va o no?”

“Sì.”

“bene. go on girl.”

“Ehi pretty baby with the high heels on. You give me fever like I’ve never, ever know”

“grazie di avermi ricordato le parole di “the way you make me feel”, sai l’ho scritta io, ma non me la ricordo. Giusto, devo pensare a chi farà la pretty baby al concerto. Si accettano volontarie.”

Mi guardava con aria circospetta, messaggio subliminale in arrivo …

“Cosa? fare su e giù per il palco con te che mi corri dietro, ti caccio via dalla porta ed entri dalla finestra? Sarebbe la realizzazione di un tremendo incubo.” Scherzai, sapevo che avrebbe capito.

“Beh possiamo anche fare altro …”

“Michael!!!”

“ma no, che maliziosa … dai, guarda che sei pessima!” Si stava vergognando da morire che carino che era.

“Intendevo dire che possiamo studiare anche un altro genere di coreografia. Vipera!”

“Dai sto giocando, sei troppo carino quando ti vergogni.”

“Bada a te raggio di sole, solo perché mi hai preso alla sprovvista è successo, sennò vediamo chi si vergognava di più tra me e te!!! So anche essere molto pungente sappilo!”

“Oh lo temo da tre giorni che prima o poi se non la smetto di provocarti mi farai fare una di quelle figure degne di calendario.”

“appunto, perciò attenzione ragazza ti tengo d’occhio.”

Rimanemmo per un quarto d’ora insieme a bere succo d’arancia poi tornammo in sala ed io avrei voluto sotterrarmi. C’era il corpo di ballo al completo e Lola e Valery che mi squadravano con aria di sfida, mentre Mez rideva sotto i baffi. Anche Michael si trovò un attimo smarrito e per sdrammatizzare tirò un bel sorso di succo e poi diede a tutti il buon giorno.

“Salve bella gente, siete pronti? Oggi diamo il via ad un’altra coreografia, ma prima dobbiamo ripassare quella di ieri.” Si girò verso di me con il suo sorrisetto furbo e mi disse “Adesso voglio proprio vedere cosa combini. So già che riderò a crepa pelle. Prego Ely il tuo posto è tra Mez e Val.”

“grazie Michael.”

In realtà mi veniva da ridere, non sapeva che ero stata presa alla scuola di danza per la mia capacità di osservazione e apprendimento, il giorno dell’esame l’assistente di madame mi fece vedere una coreografia, era facoltativo se eseguirla immediatamente o no, io scelsi di eseguirla e non feci neanche un errore e così mi presero nel balletto. Infatti eseguii tutti i passi in ordine e non feci uno sbaglio, certo ovviamente dovevo lavorare di più sull’interpretazione e per pulire il movimento, però Michael, che mi spiava dallo specchio, era visibilmente soddisfatto ed io sorrisi compiaciuta alla fine della coreografia.

“Bene, vedo che sei intraprendente. Complimenti! Bravi ragazzi era ok. Ora passiamo oltre. Oggi mi va di fare “Another part of me”. tutti ci sedemmo per terra intenti a mantenere caldi i muscoli e a osservare quello che faceva Michael. Un’altra geniale coreografia naturalmente, dio quant’era carino mentre balla. Lola mi guardava sempre più male e Mez si avvicinò furtiva alle mie orecchie.

“Ti sei gettata nelle sabbie mobili, mamma quanto siete carini!!!”

“Piantala Mez abbiamo solo bevuto un succo d’arancia!”

“Tutto iniziò dal succo d’arancia, pensa che storia romantica da raccontare ai vostri bambini!”

“Meredith! Ma che dici, siamo solo amici.”

Michael mi pescò a chiacchierare e mi richiamò all’ordine.

“Elena, ti dispiace ripetere ciò che ho fatto?”

“Ma, no, certo che no.” Mi alzai timida tra gli sguardi attenti dei miei colleghi, i brusii dei ragazzi che commentavano il mio aspetto fisico mi davano fastidio, e anche Michael non era poi così felice di sentirli visto che era proprio seduto sulla sedia vicino a loro. Comunque performance del genere non mi spaventavano, credeva fossi distratta invece avevo seguito attentamente ogni suo passo.

Fece partire il disco, sorridendo mi contò la battuta prima.

“Un due tre e …” partita la musica mi accesi con la voce di Michael che contava ad alta voce, gli veniva da ridere, ma io non mi feci influenzare e continuai fin dove era arrivato lui.

“Mh ok, brava.” Si avvicino con aria circospetta “avevo sperato di coglierti in flagrante, ma mi è andata male. Poi me la spieghi questa.”

“Cosa vuole farci maestro, sarà il succo d’arancia” e saltellano raggiunsi Mez.

“Perfetto allora facciamo fin qui tutti insieme.”

Uno dei ragazzi si avvicinò a me sotto gli occhi attenti di Michael che faceva finta di non accorgersi, somigliava a James Dean, era uno schianto e anche un presuntuoso, sicuramente aveva una schiera di ex e non so quanti flirt passeggeri, però era davvero un bel ragazzo.

“Sei davvero brava, piacere io sono Randy.” Disse porgendomi la mano, io per non sembrare maleducata gli porsi la mia, Randy fu più svelto e mi strattonò verso di lui dandomi due baci sulle guance, mi colse alla sprovvista e mi aveva dato fastidio sganciai brutalmente la mano dalla sua e cambiai espressione.

“Grazie, io sono Elena.” Non dissi piacere perché ovviamente non mi aveva fatto piacere. Michael si schiarì sonoramente la voce e la sua espressione era agitata, Lola come una sanguisuga gli si fiondò tra le braccia, scoprii in quel momento di avere dei forti istinti omicidi sopiti dentro di me.

“Oh Michael! Ma come fai ad essere così genialoide nelle coreografie? È stupenda mi stavo commuovendo. Non vedo l’ora di vedere come prosegue.”

“grazie Lola, ma non è poi così commovente sono solo quattro passi.”

“Ma lo so Michael! Ma io mi commuovo quando vedo te ballare naturalmente, sei così intenso e passionale.” Era stata più viscida di un’anguilla, ora la odiavo davvero. Non mi accorsi che stavo fissando Michael e Lola con aria preoccupata fino a quando Michael non si girò verso di me e trovando il suo sguardo mi girai di scatto dall’altra parte facendo finta di niente, ma il mio cuore batteva all’impazzata.

“Ti va di vedere l’Otello sta sera?”

“Che c’entra?”

“NO, nulla era solo un’idea, sai gli intrighi, gli equivoci … le gelosie. Una gran bella opera”

“Sono sempre così affiatati?”

“Veramente non so risponderti a questa domanda, ma conoscendo Michael mi sembra strana come cosa. però dai stiamo parlando di miss di dietro dritto e tacchi alti, non dovresti preoccuparti.”

Non ero preoccupata ero furiosa, ma non per la scena che vedevo, ma per i pensieri che assalivano il mio cervello. Ero praticamente terrorizzata dal fatto che Michael, il mio angelo, fosse uno stratega e un casanova, e se avesse fatto con Lola tutte le cose che aveva fatto con me? Ciò avrebbe significato che era lui un abile adescatore e il mito che mi ero costruita in anni di fedele ammirazione e del quale avevo avuto conferma in quei tre giorni con lui era solo un’illusione. Non avrei retto ad una simile rivelazione, così, senza fiatare continuai a scaldarmi.













Salve a tutti! Non credo che il capitolo sia riuscito al massimo, l’ho scritto demoralizzata, ci sono stati un sacco di visitatori e nessuna recensione. L anche le mie fedelissime eutherpe e sereilu mi hanno abbandonata. Che amarezza. Comunque, devo continuare a scrivere, devo farlo per Michael, per fargli sentire tutto il calore che non ha mai ricevuto in vita.

I love you Michael. Grazie mille a chi legge, spero di non deludere le vostre aspettative. Un bacio grande a tutti Elena.
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