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 CAPITOLO 5 - Le prove

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Prince_of_Persia



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081209
MessaggioCAPITOLO 5 - Le prove

Di certo l’ora era tarda infatti era già il tramonto quando arrivammo in sala prove. Elena mi sembrava stanca, infatti sarei stato disposto a farla riposare dopo averla presentata al gruppo, dopotutto era riuscita a starmi dietro in tutti i miei momenti di pazzia e, anche se la conoscevo solo da un giorno e mezzo, ne avevo avuti molti.

Ovviamente i ragazzi la scrutarono dalla testa ai piedi, entrambi non eravamo proprio il massimo in viso data la giornata da pazzi che avevamo avuto e le poche ore che avevamo dormito. Nonostante la stanchezza lei ai miei occhi era bellissima, e anche agli occhi degli altri casanova che avevo nel corpo di ballo, mi venne da ridere vedendo le loro facce sbalordite, nonostante anche le altre ragazze fossero decisamente carine non erano riuscite a far spalancare la bocca ai miei “bedder” come c’era riuscita lei.

“Dunque, lei è Elena, la new entry e ultimo pezzo del puzzle. Quindi sta sera visto che siamo tutti cominceremo le prove.” Le ragazze la guardavano dall’alto in basso e i ragazzi erano tutti distratti.

“scusate? Avete capito cosa ho detto?” richiamati all’ordine risposero tutti di sì.

“Ely, senti. Perché non vai a riposarti? Tanto proviamo anche domattina.” Le dissi a bassa voce avvicinandomi a lei.

“No Michael, perché? Ci vorrebbe di più se dovessi vedere la coreografia domani, e poi l’osservazione non è fisicamente stancante, almeno domattina sarà più facile mettere insieme i primi passi.”

“come vuoi, allora prego accomodati.”

“vuoi che pensi a fermare lo stereo Michael?”

“sì, grazie sei gentile”

Entrò in sala e si sedette per terra vicino il giradischi. Per tutto il tempo non si distrasse un attimo, i suoi occhi erano più attenti che mai, assolutamente concentrati su quello che stavo facendo, sembrava un automa che immagazzinava informazioni. Non sfuggivo mai un attimo al suo sguardo, mi stavo imbarazzando un po’, avevo paura di avere qualcosa fuori posto, ma quando la vedevo sorridere perché l’assemblaggio dei passi le piaceva mi tiravo su subito d’umore. Le tre ore di prove con un solo quarto d’ora di pausa si cominciavano a sentire, ero già provato di mio, e notai che anche i miei ragazzi erano stanchi, così non insistei troppo, era meglio che arrivassero più riposati il giorno successivo così li feci fermare.

“Bene ragazzi, siete stati veloci, già ne abbiamo imparata una. La ripetiamo un’ultima volta e poi ce ne andiamo a letto. Pronti? Ely, ti dispiace dare il via alla musica?”

“subito capo.”

“Mh Ely, ma l’hai sentito?” sentii Lola sputare veleno come suo solito e Val che le rispose.

“cosa vuoi farci, si sarà resa subito disponibile, dopotutto è facile sedurre Michael.”

“Oh lo so bene, l’ho studiato benissimo questi quindici giorni e tra poco passero all’attacco”

“cosa? dai stai scherzando Loly!”

“Esatto Loly, come Lolita! Vedrai cosa sono capace di fare!”

“o lo credo! E poi lui è uno schianto!”

“Lo so bene sciocca, ma comunque vada il passo a due con lui e l’assolo devono essere miei!”

Ero indeciso se voltarmi e strillarle nell’orecchio o lasciarla perdere. Optai per la seconda opzione dato che lei aveva studiato me, ma sicuramente non aveva capito nulla di com’ero fatto, ma io avevo studiato lei e l’avevo capita alla perfezione. Era solo una smorfiosa a caccia di notorietà, ma io ero un gentiluomo così ripetuta la coreografia congedai i ragazzi. E feci fermare Valery e Lola dicendo loro che avevano fatto un macello e dovevo farle ripetere ancora una volta ihihih che cattivo.

“Lola, hai fatto un disastro alla seconda e alla penultima battuta e sono quelle più importanti, non ho intenzione di lasciare sporca una coreografia che ha richiesto una giornata intera del mio tempo per essere assemblata per due stupidaggini, evidentemente eri distratta. Perciò coraggio, ripetila dall’inizio.” Prima frecciatina messa al suo posto. Valery se la stava già filando via e vidi Elena stringersi nelle spalle un po’ intimorita, ero stato bravo a fare la parte del severo.

“Val?!? Dove vai? Se Lola ha fatto un disastro lo hai fatto anche tu, ripeti tutto quello che fa e dice lei, quindi prego accomodati”. Anche la seconda frecciatina era stata ben assestata. Elena era sempre più spaventata, che divertimento ihihi.

“Lola, guarda dove sei! Stai pestando Randy e tu val sei in braccio a Demon, ma possibile che ancora non avete capito qual è il vostro posto?” Meredith faceva stretching poco più lontano e Elena rideva sotto i baffi, ero curioso di vedere cosa avrebbe combinato domani.

“Stop, stop. O santo cielo, ma se non vi facevo fermare che cosa combinavate domani? Dovevo rispiegarvela dall’inizio! Valery no dico, hai visto che sei finita sulla terza fila della platea? Se sulla stella bianca ci sono io, non so se hai mai notato che davanti a me c’è il pubblico, mi sarei giocato una ballerina se fossimo sul palco. E poi non è cinque … sei … sette e … otto, ma cinq, se, set e otto e uno e parte l’altra figura. Mamma mia siete stancanti!” Non ero cattivo ero solo un po’ vendicativo, mia madre lo diceva sempre “se qualcosa non mi andava giù dovevo trovare il modo di rifarmi in qualche modo.” Ed era vero. Nel frattempo Elena si mordicchiava le unghie, la stavo spaventando sul serio. Le bloccai altre due o tre volte ed eseguirono la coreografia completa quattro volte in più degli altri.

“mamma mia, dopo un’ora in più ce l’abbiamo fatta a farvela entrare in testa. Spero che voi due non siate distratte come loro sennò vi licenzio subito.” Dissi sorridendo, Elena scosse la testa con gli occhi sbarrati, Mez rideva come una pazza girata di spalle perché sapeva che la mia era tutta scena, dopotutto mi conosceva da più tempo. Mi ritenni soddisfatto ora, la faccia da barbie veleno sempre perfetta di Lola era arrossata e stanca e senza gli otto chili di trucco che le si erano sciolti col sudore non era poi così bella come sembrava, Valery poverina era una brava ragazza, ma si lasciava trascinare troppo da quella burattinaia, e volevo che imparasse a ragionare con la sua testa perciò l’unico modo che avevo era farle capire che se seguiva lei sbagliava e faticava di più.

“Buonanotte. Ah e domani mattina sveglia alle otto signorine, e se non arrivate puntuali, per il quarto d’ora di colazione restate in sala a provare. Grazie tante, saluti e baci!”

Vidi Lola tutta impettita e offesa che si avvicinò ad Elena, era una ballerina bravissima, ma aveva un difetto: la superbia, e soprattutto l’egocentrismo, fino all’arrivo in gruppo di Elena era lei il centro dell’attenzione dei ragazzi, dopotutto passava un’ora in bagno prima di scendere perciò risultava sempre bellissima, e vedere gli occhi di tutti i galli estasiati dall’esotica ragazza, nonostante non era in condizioni perfette, la mandò subito in stato di allerta. Lola aveva un abile occhio da esteta che aveva già visto in Elena una pericolosissima rivale e naturalmente da perfetta vipera che era cercò subito di infettarla con il suo veleno.

“Ciao Elena. Piacere io sono Lola. E lei è Valeria, l’altra non te la presento, tanto quelle che contano qua dentro le hai già conosciute. Che ne dici di unirti a noi? Ci vediamo tutte le sere per studiare il look per il concerto, naturalmente è un invito riservato solo a chi sa essere speciale, come te se entrerai nel nostro club. Poi Michael sta sera ha fatto il duro, ma in realtà ci adora vero Mike?” sorrise finta facendo una smorfia e io sorrisi a mezza bocca quasi terrorizzato dall’orrenda bugia che aveva detto, non la sopportavo, doveva ringraziare il suo talento se ancora era nel gruppo, perché se sarebbe dovuto dipendere da me come uomo l’avevo già radiata dalla squadra.

Elena guardò Meredith che riordinava le sue cose e aveva già le lacrime agli occhi. Guardò Lola, poi Valeria e infine senza nemmeno dare loro udienza andò da Meredith con aria candida e innocente, la stavo amando follemente in quel momento, temevo che si sarebbe fatta influenzare dalle barbie girl e invece mi sbagliavo, evidentemente aveva tutto un altro spessore. Mi accomodai mentre aspettavo di far asciugare il sudore, con il freddo di quella notte era meglio stare attenti sennò bye bye seconda parte del tour. Mi misi un asciugamano sul collo e mi godetti la scena.

“Ciao! Io sono Elena.” Disse sorridente. “lo so, faccio un po’ senso sta sera, ma sai dalla guerra delle pop corn nessun superstite torna a casa.” Mi guardò con la coda dell’occhio e un sorrisetto a mezza bocca, io mi ero dato una sistemata visto che la sala prove era a casa mia, dopotutto non sarei stato credibile con le pop corn tra i riccioli, ma lei non aveva ancora visto l’albergo. Perciò aveva spose da per tutto.

“Senti lascia perdere, non vale la pena che ti presenti, ti conviene stare dalla parte di Lola se non vuoi essere la sua vittima preferita. Sai almeno al mio unico primato ci tengo a restare in testa”

“Scusami, invece di parlare arabo non potresti parlarmi in Inglese o, se sei più a tuo agio, anche in francese è la mia seconda lingua, però sai l’arabo proprio non mi è entrato in testa.”

Riuscì a strapparle una risata era stata davvero carina e la voglia di andare lì e stringerle la mano era davvero tanta, ma dovevo essere un coreografo imparziale. Uffa.

“Hai ragione scusa, è che sai quindici giorni con Lola e Valery sono più duri della … cos’è che hai detto? guerra dei pop corn?”

“ahahah! Sì, è una battaglia che ho paura scoppi spesso da queste parti!” Colpo basso per me.

“Oh beh poi me la spieghi questa. Se ti va naturalmente.”

“Ah non hai ancora capito che non parlo l’arabo? Come vuoi che te lo dica? In arabo?”

“Ahahaha! Sai battute così le fa il nostro capo. Non so se devi prenderlo come un complimento però!” altro colpo basso per me, ma sta volta risposi.

“Mez? Quando te l’ho aumentato lo stipendio?”

“la settimana scorsa”

“sono ancora in tempo a diminuirlo sai, ultimamente ho pochi soldi!” risi, era una battuta scema che Elena raccolse subito e me la rilanciò per punizione.

“Sì, come no. Beh sai ti capisco non sono mica tutti star mondiali come Michael Jackson!” Scoppiammo tutti e tre a ridere, Lola e Valery le vidi confabulare con la faccia di due pitbull e poi andarsene con la loro consueta andatura da modelle. Elena, apparentemente distratta, le stava osservando di sottecchi e un sorrisetto soddisfatto le si dipinse tra le labbra morbide.

“Oddio, sei fortissima! Comunque non sono araba, sono inglese. Piacere Meredith Matthews. Per gli amici Mez. Ero una delle segretarie di Quincy Jones, poi un giorno mi sono fatta venire in mente di ripassare la coreografia che stavo studiando con la mia insegnante di danza nella pausa pranzo e Michael, entrato silenzioso nella stanza mi ha vista, mi ha prelevato per il suo corpo di ballo tutto al femminile ed eccomi qua!”

“Oh così va molto meglio! Fantastico, allora ho l’onore di parlare con la ballerina più anziana!”

“Se mi dici anziana in termini di esperienza sì, ma se mi dici anziana per la mia età ti tolgo subito il saluto”

“oh no, non oserei mai, anche perché mi sa che siamo più meno coetanee. Io devo compiere ventisei anni ad aprile.”

“ed io ventisette a maggio.”

“lo sospettavo! comunque piacere Mez io sono Elena Golberg, per gli amici Ely. Parigina acquisita”

“L’avevo intuito sei indiana vero? Le ragazze così belle sono solo da quelle parti.”

“non dirle così, sennò si monta la testa, e poi così belle, non è che sia gran chè!” Dissi prendendola in giro, mi divertivo troppo a indispettirla.

“per metà, mio padre era Afro-americano, trasferiti per amore a Parigi”

“deve essere una storia romantica, spero me la racconterai”

“Beh c’è un posto in più nella tua stanza?”

“stai scherzando? Per te ne trovo anche quattro!”

“pensaci bene Mez, Sai, Elena russa di notte, io l’ho sentita!”

“Michael, di cos’è che hai paura? Dei ragni? Non perché potresti trovartene uno tra le lenzuola sta notte, ma solo perché voglio essere informata.”

“tanto c’è Bubbles che fa la guardia!”

“Davvero? L’ho vista prima che faceva i bagagli sai, evidentemente è stanca di sentirti urlare Aaau!” non sapeva fare l’acida con me, scoppiò subito a ridere ed io le diedi una botta con il fianco avvicinandomi a lei per poi scioglierle i capelli e spettinarla.

“Poverino è in via di estinzione, bisogna farlo contento!” Disse dandomi un pizzico sulla pancia e riprendendosi l’elastico che le avevo rubato.

“Per fortuna il mio capo ha smesso di reclutare barbie siliconate e ha trovato una persona seria.”

“Non farti ingannare dagli occhioni da fata. Non c’è maschera più pericolosa di quella della virtù!”

“oh, Michael sei pessimo. Non ci credo!”

“Allora te sei la persona più pericolosa sulla faccia della terra!”

“Vedi? Te l’ho detto che è la regina delle serpi!” Le sorrisi, sapeva che scherzavo e mi divertivo a vederla assumere quell’espressione ostinata e testarda che aveva ogni volta che la provocavo.

“Senti mister borchia, solo perché sei vestito di pelle e porti i guanti coi bulloni, non credere che mi spaventi, basta guardarti in faccia per capire che sei un innocuo bravo ragazzo di Gary! Non sei credibile come cattivo!” Mi morsi il labbro inferiore e le strinsi le braccia da dietro fingendo di stritolarla.

“Vedi, l’ho dovuta scegliere per forza, mica perché balla bene, in realtà è una schiappa, però mi fa ridere, perciò l’ho assunta.” Sapevo che si sarebbe inalberata come pochi, ma era troppo divertente darle corda, riusciva a tenermi testa e ogni volta che si arrabbiava assumeva quella faccia da bambina impertinente che le rendeva dolcissima. Come prevedibile era già pronta a partire con uno dei suoi pizzichi cinesi con le sue adorabili manine, io però fui più veloce e la punsi per primo sul suo punto debole che la fece saltare per il solletico.

“Michael il solletico due volte al giorno io lo reggo, ma tu?”

“No, no. Per favore non mi torturare ancora.”

“allora? Perché mi hai assunto”

“Perché sei bravissima e talentuosa”

“Fifone!”

“Ma Ely, non credevo avessi deciso di sposarti.” Esclamai togliendole un pop corn dalla punta dei capelli e trattenendo una risata.

“Oh madre de dios, toglietemelo di torno è più stressante dei miei bambini a scuola in preda ad una crisi di casinite. Sei irritante.”

“no, non ho mangiato fragole! Sai di inverno non crescono. Vedi Mez siccome è un po’ ritardata certe cose bisogna spiegargliele.”

“ah beh, andiamo bene, io sono la vittima preferita di Lola, ma Michael si è scelto te come sua a quanto pare. In bocca al lupo Ely, hai tutto il mio appoggio.”

“Tu dici? Va beh dai il mio titolo è quello di maestra di sostegno,farò la brava e cercherò di aiutarlo.” Disse dandomi delle leggere pacche sulla spalla.

“Potrei farti una battuta cattiva, ma siccome sono per la pace farò il bravo e siccome ti ho fatto arrabbiare facciamo pace?” Sorrise scuotendo la testa.

“Ma col mignolino o col bacino?” Disse imitando la voce dei bambini all’asilo e ondeggiando anche come loro, era decisamente al mio livello di pazzia.

“Eh, no. Col bacino scusa. Gentiluomo sì, ma mica scemo.” E le diedi un bacio sulla guancia, poi le porsi la mia e le feci segno di baciarmi con l’indice. Si avvicinò piano e posizionò un delicato bacio sulla mia guancia. Mi fece uno strano effetto sentire le sue labbra sulla mia pelle, ma lì per lì non ci feci molto caso. Continuammo a scambiare qualche parola tutti e tre insieme, nel frattempo Mez e Elena sembrava fossero in sintonia, ero felice di questo Mez era stata una ragazza molto sfortunata prima di incontrare Quincy e anche Elena non è che di fortuna ne avesse avuta molta, però secondo me avevano trovato entrambe un’amica quella notte. Guardai l’orologio, non era possibile avevamo fatto le quattro anche quella sera, sarà perché quando ero con lei il tempo volava e non riuscivo a smettere di parlarci, sarà perché in lei non riuscivo a trovare nessun lato che mi mettesse in guardia e mi impedisse di starle accanto … non so cosa avesse, ma quando ero con lei per me era come volare lontano, in un'altra dimensione, ero tranquillo riuscivo ad accantonare le mie fobie per qualche istante e ad essere solo Michael ed era una sensazione bellissima. Le accompagnai in albergo non era molto distante da casa mia, non volevo che si stancassero anche per la strada e il traffico di Los Angeles, infatti si arrivava benissimo anche a piedi in circa venti minuti che in macchina diventavano cinque. Diedi ad entrambe la buonanotte, ma fermai Elena trattenendola per il polso.

“Me lo fai un favore?”

“sì, certo Michael. Dimmi”

“non è un favore, è una promessa.”

“d’accordo va bene lo stesso.”

“Promettimi di non giudicare Meredith.”

“Giudicarla per cosa?”

“Tu prometti, se te lo dico un motivo ci sarà”

“Mah a me non pare che abbia così terribili segreti.”

“Allora prometti.”

“D’accordo, prometto.”

“Ecco brava!” Mollai la presa e lei sorridente uscì dalla macchina.

“Beh? Dove vai?”

“A letto, sai è l’alba.”

“e il mio bacio della buonanotte dove sta?”

“Ma è quasi giorno.”

“allora quello del buon giorno.”

“Oh, mi scusi capo.” Si avvicinò e baciò di nuovo la mia guancia.

“Beh l’altra si offende.” Baciò anche l’altra.

“ma a Parigi non se ne danno tre?”

“ma tu guarda questo qua che tipo.” Mi baciò di nuovo

“Ciao!”

“Ciao pazzoide.”
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